I Giornali



I Giornali I Libri Informazioni varie
I Concorsi Carcere mandamentale

 

La Sicilia

Sabato s'insedia il nuovo Consiglio

Favata sarà il presidente, così le deleghe a Villalba

VILLALBA - Si terrà sabato alle ore 9.30 presso l'aula consiliare cittadina la prima seduta del nuovo consiglio comunale eletto nelle scorse settimane. All'ordine dei giorno. oltre la verifica dei requisiti dei. consiglieri eletti, l'elezione del presidente e del vice presidente del civico consesso. La maggioranza consiliare che fa capo al sindaco Eugenio Zoda e che può contare su sette consiglieri su dodici. ha già indicato come presidente del consiglio un suo rappresentante; si tratta di Giuseppe Favata. dipendente delle Ferrovie, che ha ottenuto come preferenze personali 61 voti. Incerto invece chi sarà il vice presidente.

Il sindaco, intanto, ha distribuito le deleghe ai suoi assessori. Al dott. Nino Spera, medico specializzato in pronto soccorso e terapia di urgenza, indicato come vice sindaco, sono andate le deleghe alla sanità, affari sociali e solidarietà.

All'imprenditore Alessandro Plumeri sono andate le deleghe ai lavori pubblici ed all'urbanistica. al pensionato Rosario Immordino sono andate le deleghe al personale ed affari generali, mentre all'impiegata Gabriella Landolina. laureata in Economia e Commercio, sono andate le deleghe al bilancio ed alla finanze.

Il sindaco Eugenio Zoda. che terrà per se alcune deleghe. tra cui quella all'agricoltura. dice: "Abbiamo trovato al Comune una situazione di totale stallo amministrativo che stiamo provvedendo a sbloccare, anche motivando il personale che opera in maniera non armonica tra di esso. Per la fine di maggio o al massimo entro i primi di giugno stiamo organizzando un convegno circa l'emergenza sanitaria e la telemedicina a Villalba, in tal senso ho già preso personali contatti con il direttore sanitario dell'AusI 2 di Caltanissetta, dott. Giuseppe Ferro. Inoltre abbiamo avviato dei contatti con il ministro dell'Interno Enzo Bianco per la riconversione della Casa mandamentale. ma a seguito della crisi di Governo e delle festività pasquali non è stato ancora possibile definire le modalità di intervento".

R. M.

 

La Sicilia (?)

villalba, domenica giura il nuovo sindaco ZODA

VILLALBA.(vif) "Privilegiare il comprensorio piuttosto che soffermarsi su mere questioni di campanile, riportare la politica a Villalba, formare una nuova classe dirigente e instaurare un rapporto di piena collaborazione con sindaco e giunta". E' la sintesi dei quattro punti chiave del progetto politico sostenuto dall'ormai certo neo presidente dei consiglio comunale villalbese, Giuseppe Favata, ex Psi, oggi attivista Sdi.

L'ex sindaco del paese -ne resse la giunta dal 1987 al'90 - forte di un'esperienza politica lunga oltre un quarto di secolo, ha le idee chiare. "Lavoreremo per conferire un giusto ruolo al consiglio comunale - ha puntualizzalo Favata - intraprendendo contatti con i presidenti dei consigli comunali dell'area del Vallone per un progetto di sviluppo globale dell'intero comprensorio". Progetti ambiziosi, volgendo lo sguardo alla nuova Europa. Giuseppe Favata, per venticinque anni consigliere comunale, tra opposizione e maggioranza, dopo otto anni ha deciso di rimettersi in gioco, tornando alla politica attiva.

Con l'elezione, su lui si è catalizzata la scelta della maggioranza per la presidenza dell'assise cittadina. Il progetto politico è chiaro. "Solleciterò - ha aggiunto Giuseppe Favata - la creazione di liberi consorzi tra i comuni del Vallone per il raggiungimento di servizi comuni". Intanto, domenica, sarà il giorno dell'ingresso "solenne" a Palazzo di città del neo sindaco, Eugenio Zoda, che giurerà al cospetto del consiglio comunale.

Vi. F.

 

Giornale di Sicilia

VILLALBA - Lunedì il rinnovato consesso civico si è riunito per la prima seduta dall'avvenuta elezione

Si sono insediati il primo maggio

I consiglieri hanno giurato, alla maggioranza presidente e vice

VILLALBA - Mentre l'Italia festeggiava il Primo maggio, giorno storicamente dedicato ai lavoratori, a Villalba si è tenuto, fatto davvero singolare, il primo consiglio comunale post-elezioni e sono stati eletti il presidente ed il vice presidente, rispettivamente Giuseppe Favata e Giuseppe Spera, entranibi consiglieri della maggioranza.

A Villalba si è votato per il i rinnovo del sindaco e del civico consesso lo scorso 16 aprile ed il dott. Eugenio Zoda ha battuto il suo avversario, i il sindaco uscente Lillo Vizzini, avvocato, conquistando in base alla legge elettorale anche il premio di maggioranza in consiglio comunale, vale a dire 7 consiglieri su 12.

La prima seduta del consiglio comunale però è stata convocata per domenica scorsa, vale a dire il 30 aprile alle 9.30. Si tratta di una seduta tecnica (giuramento, convalida, esame di eventuali motivi di incompatibilità elettiva, eventuali surroghe, elezione del presidente del consiglio e del suo vice), ma la maggioranza non si è presentata ed il presidente della seduta, Salvatore Zaffuto (della maggioranza), dopo il primo appello e la seconda convocazione andata pure deserta un'ora più tardi. ha rinviato appunto al primo maggio, la prima seduta consiliare di Villalba che di certo resterà negli annali della storia locale.

Va comunque segnalata la presenza del gruppo di minoranza, vale a dire dei cinque consiglieri della lista che appoggiava l'ex sindaco, oltre al presidente provvisorio Zaffuto ed al Segretario comunale La Greca: erano presenti i consiglieri di minoranza Calogero Piazza, Concetta Territo, Biagio Messina, Marcello Plumeri e Vincenzo Mendola.

Nel corso della seduta tenutasi lunedì, il gruppo di minoranza eletto in una lista civica (con esclusione del consigliere Vincenzo Mendola che si è dichiarato indipendente), ha dichiarato la sua appartenenza a Forza ltalia; capogruppo è stato nominato Calogero Piazza, assessore uscente.

Nel corso della seduta si è provveduto anche a nominare i primi due assessori designati Nino Spera e Rosario Immordino, mentre nel prossimo Consiglio (previsto per mercoledì prossimo alle 20,30), si procederà alla surroga dei consiglieri dimissionari Gabriella Landolina e Alessandro Plumeri, che, saranno nominati assessori, con i candidati al civico consesso che seguono in lista (i primi dei non eletti) Giuseppe, Spera e Salvatore Prematuro.

Il presidente provvisorio Salvatore, Zaffuto sull'anomala vicenda che ha portato al consiglio comunale del primo maggio, ci ha detto: "i termini previsti dalla legge erano quelli e si era pensato di convocare di domenica il consiglio comunale che però i1 30 aprile non si è tenuto".

R. M.

Giornale di Sicilia 3 maggio 2000 (Mercoledì)

Villalba consiglio comunale, il socialista Favata presidente

VILLALBA. (vif) È il socialista Giuseppe Favata, il nuovo presidente del Consiglio comunale di Villalba. Suo vice è Giuseppe Spera. La loro designazione e avvenuta il primo maggio.

Tutto secondo programmi. Sono stati infatti eletti con sette voti favorevoli e cinque contrari. In aula ha giurato anche il sindaco Eugenio Zoda. Vice sindaco è stato nominato Nino Spera che aveva già rivestito la stessa carica nei giunta comunale uscente. "Tra gli impegni prioritari - ha commentato il neo presidente del Consiglio – la convocazione periodica di assemblee popolari per illustrare l'attività amministrativa svolta".

Seduta n. 720 del 10/5/2000

(Estratto di seduta preso dal sito www.camera.it/dati/leg13/lavori/stenografici/sed720/s290.htm

Stenografico Aula in corso di seduta

 

Pag. 103

(Iniziative del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria in relazione alla situazione delle carceri)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Anedda n. 3-05612 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3) L'onorevole Anedda ha facoltà di illustrarla.

GIAN FRANCO ANEDDA. Signor ministro, parliamo ancora dei fatti accaduti nel carcere di Sassari, non per avere resoconti burocraticamente notarili o per discutere delle responsabilità penali o disciplinari, che debbono essere accertate dalla magistratura nei confronti della quale abbiamo, come sempre, rispetto e grande considerazione. Parliamo, invece, delle responsabilità politiche e chiediamo un chiarimento sull'inerzia del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Come ha dichiarato il suo direttore, il dipartimento ha conosciuto i prodromi dei fatti - non i fatti solo da un'agenzia giornalistica; quel dipartimento lascia inutilizzate le carceri costruite ed ultimate, sebbene quelle che vengono utilizzate ospitino 11 mila detenuti in più rispetto alla capienza. Queste sono le risposte che attendiamo non nel futuro, ma per il presente.

PRESIDENTE. Il ministro della giustizia ha facoltà di rispondere.

PIERO FASSINO, Ministro della giustizia. Signor Presidente, risponderò a questa interrogazione ma voglio dire, per la franchezza dei rapporti tra di noi, che non serve cogliere qualsiasi occasione per riproporre continuamente il problema della funzione del dottor Caselli: il dottor Caselli, al pari di tutti i funzionari dello Stato, va valutato per quello che fa e non per le idee che ha. Ho l'impressione che spesso lo si giudichi per le idee che ha e non per quello che fa.

DONATO BRUNO. Ma lei persegua la verità, ministro!

PIERO FASSINO, Ministro della giustizia. -Detto questo, passo a sintetizzare i provvedimenti che stiamo assumendo. Per quanto riguarda gli organici, abbiamo chiesto al dipartimento della funzione pubblica l'autorizzazione a dare corso all'assunzione di 743 unità per concorsi già espletati; è in corso di approvazione da parte del Parlamento, in attuazione del collegato alla finanziaria, un provvedimento per l'assunzione di 1.300 agenti di polizia penitenziaria aggiuntivi; è in corso dì registrazione presso la Corte dei conti il contratto che, con meccanismi di scorrimento interno, consentirà di adeguare la pianta organica sia per ciò che riguarda il personale direttivo - un punto critico - sia per ciò che riguarda il corpo di polizia penitenziaria. Sul piano della normativa che disciplina il funzionamento del carcere, è stato modificato il regolamento di esecuzione dell'ordinamento penitenziario, licenziato dal Consiglio di Stato proprio in questi giorni, introducendo fattori di umanizzazione significativi ed importanti, che sono stati salutati positivamente da tutte le parti politiche. E' in itinere la proposta di legge Smuraglia sulla riforma del lavoro in carcere, che può costituire un elemento importante nella strategia di recupero. E' in itinere, sempre in Parlamento, in Commissione, la legge sul trattamento delle detenute madri, che egualmente corrisponde ad una gestione del carcere secondo criteri di recupero e di reinserimento. Per quanto riguarda l'edilizia, abbiamo approvato qualche giorno fa un decreto che reca interventi per 160 miliardi per una serie di carceri: la realizzazione di tre carceri nuovi - Rieti, Marsala e Pordenone - e la ristrutturazione di altri quindici edifici, con interventi di ammodernamento e di ampliamento. Abbiamo, effettivamente, quattro carceri pronti - Bollate, Villalba e altri due -, ma il problema è che per aprirle è necessario il personale. Io sarò a Milano lunedì prossimo per esaminare esattamente il problema di come dare corso rapidamente all'apertura del carcere di Bollate, ma non si può attivarlo se non ci sono tutte le misure necessarie in termini di organici e di strumenti. Comunque stiamo lavorando perché queste quattro carceri possano essere attivate rapidamente. Inoltre, in sede di esame del DPEF ho già annunciato al ministro Visco - e ciò verrà trasfuso nella legge finanziaria - la richiesta di un accantonamento - concludo, Presidente - di 90 miliardi per il triennio 2001-2003, a sostegno di tutte le esecuzioni extracarcerarie delle pene, nonché uno stanziamento di 200 miliardi nel triennio 2001-2003 ancora per interventi di edilizia carceraria, ed un accantonamento di 400 miliardi negli esercizi successivi per il completamento del programma decennale di ammodernamento delle strutture edilizie penitenziarie.

PRESIDENTE. L'onorevole Anedda ha facoltà di replicare.

GIAN FRANCO ANEDDA. Signor ministro, lei è sfortunato, perché appena entrato in un ministero sconosciuto le è scoppiata la vicenda delle carceri. Lei, però, conosce oggi i numeri, ma il dipartimento li conosceva anche ieri, ed è il dipartimento ad essere responsabile, perché proprio la magistratura ha tentato di insegnarci che non si può non conoscere quando si comanda: ed il direttore del dipartimento comanda ed aveva il dovere di conoscere. Aveva il dovere di conoscere, ma non ha fatto nulla: dopo questo evento ha dato alla Sardegna 35 agenti, ma ne mancano 400; ci sono quattro direttori di carceri sui dodici previsti, ma il dipartimento è rimasto inerte. Francamente avrei preferito che non fosse lei, ministro, a rispondere all'interrogazione. Avrei voluto che il dottor Caselli, trovando del tempo tra un convegno ed una intervista televisiva, tra, un dibattito ed una dichiarazione giornalistica, fosse venuto qui a spiegarci...

PIERO FASSINO, Ministro della giustizia. Non può!

GIAN FRANCO ANEDDA. ...perché non ha fatto nulla, perché il dipartimento apprende le notizie delle rivolte dalle agenzie di stampa, perché non si è provveduto, con grande spreco dei denari dello Stato, ad utilizzare le carceri nuove. Debbo poi chiederle: ma, scusi, se non avete i militari per rendere utilizzabili quelle che esistono, come prevedete di rendere utilizzabili le carceri che promettete di costruire?

La Sicilia 04.06.2000

Villalba contro l’immobilismo dell’amministrazione enitenziaria

Venite a trascorrere le vacanze in cella

"Il carcere e inutilizzato da cinque anni perché non sfruttarlo come... albergo?"

VILLALBA - Vacanze in cella? Perché no, se il prelibato frutto di pomodoro comincia già ad occhieggiare nelle verdi piantine, il grano biondeggia a perdita d'occhio, e le vacanze sono gratis?

Il panorama che si gode da Villalba è indubbiamente suggestivo e allora, propone il sindaco Eugenio Zoda che nel piccolo centro agricolo nisseno è stato eletto appena due mesi fa, "perché non invogliare i turisti a conoscere anche queste nostre zone? In fondo "l'albergo" già lo abbiamo: il nostro bel carcere. E' un ottimo investimento, costato diversi miliardi di lire, che ci consentirà di buttarci nel ramo del turismo e tentare di rivalutare sia la struttura che la nostra cittadina. Ecco quindi - continua il primo cittadino - la mia proposta: signori turisti volete trascorrere una o due settimane di vacanza a Villalba? Non avete che da venire, il Comune vi garantirà il vitto gratis e come alloggio... una fresca cella. Se le istituzioni insistono a non occuparsi del nostro carcere è giusto che almeno noi che viviamo quaggiù ed abbiamo delle responsabilità, facciamo qualcosa per evitare di continuarlo a lasciare nel suo totale abbandono anche a costo di garantire al turisti delle vacanze in... carcere". Insomma, tutto è meglio dell'oblio, anche la provocazione. Perché la proposta del sindaco è chiaramente provocatoria.

"Infatti - aggiunge il primo cittadino di Villalba - dopo l'annuncio fatto in diretta RAI dal ministro della Giustizia Piero Fassino, - circa il ripristino del nostro carcere e del suo pieno utilizzo, non è successo praticamente nulla, anzi non sono riuscito neppure a mettermi in contatto con il ministero. Nulla di nulla. E pensare che altrove le carceri scoppiano e da noi. una struttura così grandiosa e pronta per essere utilizzata, rimane vuota. Che siano allora i turisti, se vorranno, a farla rivi vere". "Comunque - aggiunge il dott. Zoda - al di la di questa nostra proposta che speriamo incontri il favore di coloro che vorranno trascorrere una vacanza gratis e diversa. ne abbiamo di altre ben più concrete. La prima è quella di utilizzare la struttura come carcere minorile. ma sinora, è bene ribadirlo, non c'è stato alcun riscontro istituzionale. Ci siamo comunque attivati anche su un altro fronte, vale a dire con iniziative private, per trasformarlo eventualmente in un centro di recupero per alcolisti (dei contatti in tal senso sono già stati presi con padre Vincenzo Sorce, presidente dell'associazione Casa Famiglia Rosetta). Intanto, però, lo useremo per accogliere i turisti".

Il declino della casa mandamentale cominciò il 28 novembre del 1995 quando un decreto del ministero di Grazia e Giustizia annunciò la revoca di destinazione per tossicodipendenti del carcere villalbese ed il ripristino delle case mandamentali all'originario uso. Le carceri interessate dal provvedimento furono ben 18 e tra questi appunto anche quello di Villalba.

Da allora la situazione è precipitata e poco tempo dopo si arrivò alla sua chiusura totale. Il personale di sorveglianza fu trasferito ad altre mansioni (alcune unità passarono nella pianta organica del Comune, appesantendo anche il magro bilancio municipale), vani furono anche i tentativi della precedente amministrazione comunale di locare per un cifra irrisoria la struttura, ricorrendo perfino all'asta pubblica proposta via Internet. Anche l'Arma dei carabinieri si era interessata a prendere in considerazione l'eventuale possibilità di sfruttare il plesso ma poi l'idea non fu concretata.

Nessuno finora si è dunque mostrato interessato a gestire un carcere. magari trasformandolo. Chissà cosa ne pensano invece i turisti invitati dal sindaco Eugenio Zoda a trascorrere vacanze a costo zero dietro le sbarre?

Roberto Mistretta

La Repubblica 28 giugno 2000

Il sindaco di Villalba spera di utilizzare per i turisti una struttura che non ha mai ospitato un detenuto

"Venite in vacanza nel nostro carcere"

ROMA (c.b.) - Le celle ci sono ma non è un monastero per vacanze da aspiranti asceti. E' un carcere incredibilmente vuoto in tempi di sovraffollamento, anzi abbandonato da quattro anni. Finito e mai utilizzato. Così al sindaco di Villalba, paese dell'entroterra Nisseno, è venuto in mente di proporlo come singolare ostello per vacanze diverse, decisamente diverse. Al primo annuncio i primi contatti."Mí hanno chiamato da Zafferana Etnea, una famiglia da Milano e alcuni nostri concittadini che vivono ad Albenga", racconta fl primo cittadino, Eugenio Zoda. "La mia dice - voleva essere una provocazione, ma sono comunque disposto ad andare fino in fondo. Qualcosa di questa struttura dovremo pur farne". Spalle al paese dove si dice sia nata la mafia, la patria di don Calò Vizzini, e occhio lungo fino alle vigne di Regaleali, il carcere è lì, su un promontorio delle colline dei Vallone. Muraglioni in cemento in fondo a un ghirigori di strade., Costo: cinque miliardi su un finanziamento di sette. Di fatto da quando, dopo il primo progetto, fu riconvertito in carcere, di massima sicurezza, non ha mai avuto ospiti. I sei agenti di polizia penitenziaria sono finiti a ingrossare il ruolo degli impiegati municipali di un comune in dissesto finanziario. Situazione della finanza pubblica speculare a quella di un territorio in crisi. Disoccupazione che sfonda il tetto del 60 per cento della popolazione attiva: 2300 abitanti sulla carta.' La gran parte emigrati. Reddito affidato all'agricoltura in perenne aspettativa di rilancio. Così quel carcere era anche un'aspettativa di ricchezza: "Ci abbiamo sperato - dice Zoda - Contavamo che potesse dare lavoro, tra agenti e indotto, a una sessantina di famiglie. Un carcere significa giro .d'affari per macellerie, panifici, lavanderie, senza contare che dai familiari dei detenuti in visita ne avrebbero tratto vantaggio i bar. Così, se come sembra non potremo mai più utilizzarlo come carcere, almeno proviamo a farne un albergo così com'è. lo le chiavi le ho qui nel cassetto. E a chi viene offro comunque vitto e alloggio gratis".

La Sicilia 6 luglio 2000 (giovedì)

Le vacanze? In carcere a Villalba

Trenta turisti gratis in agosto nell'ex penitenziario

VILLALBA - Vacanze in carcere? Perché no se il vitto è buono e l'ospitalità è garantita? "0gni promessa è debito" recita in vecchio adagio, e così il sindaco di VilIalba, Eugenio Zoda, dal prossimo agosto ospiterà davvero nel carcere cittadino una trentina di turisti, siciliani ma anche di altre regioni, che hanno preso sul serio il suo invito di trascorrere, a spese del Comune, alcune settimane di vacanza nell'ex penitenziario. E cosi quella che sembrava solo, una provocazione verbale per richiamare l'attenzione sulle sorti del carcere abbandonato, si trasforma in realtà. Stamani il sindaco Zoda impiegherà tre lavoratori socialmente utili per fa pulire da cima a fondo la casa mandamendale chiusa da anni. Il motivo? Le circa trenta richieste giunte al primo cittadino (la maggiore parte telefonicamente), da altrettante persone desiderose di provare una vacanza dentro un... carcere. "Le richieste - commenta Zoda - sono state davvero tante. Dopo il servizio pubblicato dal vostro giornale, la notizia si è diffusa a macchia d'olio ed ho ricevuto chiamate da tutta Italia. A questo punto non posso più tirarmi indietro, e così dal primo agosto il carcere aprirà ai turisti che potranno restare in vacanza nel nostro paese per tutto il mese, con vitto ed alloggio offerto dall’amministrazione comunale".

"E sempre in agosto - prosegue il sindaco - offriremo a tutti coloro che lo desiderano, un assaggio dei prodotti tipici locali all'interno del carcere, dove intendiamo pure allestire una mostra di artigianato del comprensorio. In altri termini, visto che le istituzioni continuano a mostrarsi sorde alla richiesta di riaprite il carcere ed anche alle provocazioni, mentre la gente comune risponde con entusiasmo, allora che il carcere si trasformi almeno per un mese in un albergo".

Il decadimento del carcere di Villalba iniziò quando il il ministero di Grazia e Giustizia chiuse la casa mandamentale e l'immobile divenne di pertinenza del Comune. Un decreto trasmesso il 28 novembre 1995 dal ministero di Grazia e Giustizia, revocò la destinazione tossicodipendenza del carcere ed il ripristino delle case mandamentali al loro originario uso. La decisione fu motivata richiamando "complesse problematiche emerse nella gestione degli istituti acquisiti, con particolare, riguardo all'organizzazione del servizio sanitario, risultando conseguentemente impraticabile lo svolgimento dei programmi terapeutici prescritti dalla legge. Da al1ora la situazione è peggiorata, sino ad arrivare alla chiusura del carcere. Il personale di sorveglianza fu trasferito ad altre mansioni, fallirono i tentativi della precedente amministrazione comunale di locare per un cifra irrisoria una struttura costata alle tasche dei contribuenti diversi miliardi e che oggi ospita soltanto i colombacci. Nelle scorse settimane, mentre in Italia infuriava la polemica sull'affollamento carcerario, il ministro Fassino, rispondendo in aula ad una interrogazione, annunciò la sua prossima riapertura. Ma i giorni passano e nulla di nuovo sì vede sotto il sole, tranne i turisti.

Roberto Mistretta

Il Messaggero 10 luglio 2000 (Lunedì)

"Ne farei un hotel con le sbarre "

Un sindaco siciliano: l’istituto di pena è inutilizzato e il paese sta morendo

di Lucio GALLUZZO

VILLALBA - Completato nel 1989, costato sette miliardi di lire, in funzione sino al '95, il carcere di Villalba, il paese di don Calogero Vizzini, è vuoto. Occupa 5 mila metri quadri ed è organizzato su due bracci, con 32 celle a due letti, ciascuna con servizi igienici annessi. Ci sono anche una palazzina uffici, due appartamenti, una mensa. In tempi di sovraffollamento e rivolte, appare monumento allo spreco, che la vegetazione mediterranea già avviluppa. "Lo hanno chiuso- spiega Michele Valenza, 50 anni, che ne era custode - perché il minimo tecnico di esercizio prevede 36 agenti di custodia. Ma 36 unità possono controllare 120 detenuti, Villalba può ospitarne solo 64. Il gioco non vale la candela". E' lecito chiedersi perché la riflessione non abbia accompagnato la progettazione, impossibile trovare risposta.

Eugenio Zoda, il sindaco, prende atto della spiegazione, ma aggiunge "non mi arrendo. Il denaro pubblico va valorizzato. il carcere significa per Villalba 40 posti di lavoro. 62 detenuti, che hanno diritto a due visite settimanali di parenti, portano un flusso di denaro e di interesse in un paese che muore di giorno. in giorno".

Ore 22: nella piazza, sagrato all'antica chiesa, dove la mafia di don Calogero, sparò e lanciò un paio di bombe a mano contro il palchetto dal quale il capo dei comunisti siciliani, Girolamo Li Causi arringava la gente, si contano 18 persone, che discutono ai tavoli di un bar. Non c'è un solo giovane. Villalba è un tranquillo paese in agonia, tagliato fuori dalle vie di comunicazione, servito da strade provinciali, dove vistose sono le tracce di asfalto e le gobbe di cammello delle frane, le stesse percorse dai tank Alleati, sbarcati a Gela e guidati, attraverso Villalba, proprio da don Vizzini, alla conquista di Palermo.

Cardiologo, 47 anni, sposato, tre figli, sindaco de I Democratici, Zoda con provocazioni diverse vuole fare rivivere Villalba: ha proposto di trasformare il carcere in albergo o in centro per anziani o per tossici, adesso minaccia:" Se Pietro Fassino non si occuperà di Villalba, mi rivolgerò a Livia Turco. La struttura si presterebbe bene, con 32 stanze ed annessi servizi ad una coop dell'amore, con il brivido delle sbarre, delle grate, con le celle che ricordano un'astinenza sofferta ed infine debellata". Ma non è triste legare un progetto economico e civile ad un carcere? "Per andare in ospedale a Caltanissetta- ribatte Zoda percorro due volte al giorno al giorno 60 km. Ho scelto di restare nel paese dove sono nato per dargli sviluppo. I ragazzi che vanno alle medie superiori devono alzarsi alle cinque dei mattino per prendere il treno per la città"

Non c'è del resto solo il carcere a Villalba, le sue Serre sono uno straordinario territorio di macchia mediterranea. Le sue lenticchie sono famose ed anche le più ricche di ferro, il pomodoro "siccagno" è ad alto contenuto zuccherino, ancora da scavare siti archeologici importanti. "Lasciano chiuso il carcere? conclude Zoda- ci diano mezzi finanziari e know how per fare archeologia, agriturismo ed agricoltura biologica"

Oggi Sicilia 11 Luglio 2000 (martedì)

(Cronaca Regionale)

IL CASO. Il Sindaco di Villalba (CL) chiede la riapertura della struttura penitenziaria. Parlerà col ministro.

È polemica sul carcere chiuso

PALERMO Accade anche questo. Ovvero che una struttura carceraria, efficiente e moderna, realizzata nel 1991 con un costo pari a più di 7 miliardi di lire continua a rimanere chiusa; inattiva e quindi abbandonata a se stessa. Stiamo parlando delle carceri di Villalba, una cittadina della provincia di Caltanissetta. Qui, il primo cittadino, Eugenio Zoda, sta conducendo una battaglia per riattivare la struttura. Il sindaco; rintracciato telefonicamente ci fa sapere che le carceri ospitano fino a 200 detenuti. Ma perché sono chiusi le carceri di Villalba? "Nel 1997 - risponde il sindaco - è intervenuto un decreto del ministero di Grazia e Giustizia che ne ha disposto l'immediata chiusura". E ad oggi, come abbiamo già detto; le carceri sono, chiuse ed abbandonate-"Oggi - , aggiunge Zoda -il governo ha disposto la riabilitazione di diverse strutture inutilizzate e sparse in tutto il territorio nazionale. Ma ha ritenuto di non riaprire quella di Villalba". Una decisione, quella disposta al governo,- "fermamente contestata" dal sindaco. "Non è possibile - dice ancora Zoda - che una struttura modernissima debba rimanere inutilizzata a fronte di, un'emergenza carceri, di dimensioni nazionali, che è alla ribalta in questi giorni".

Su questa vicenda, il sindaco di Villalba non è intenzionato, comunque; ad abbandonare il campo di "battaglia".

"Se le autorità governative -prosegue Zoda - persisteranno nella loro posizione, destineremo la struttura a finalità turistico-ricettive ospitando gratuitamente i visitatori". Secondo il sindaco "è solo un fatto politico". E spiega che la motivazione che giunge dal ministero, a quanto pare, è legata al principio di "costo-beneficio". In pratica, sempre secondo il sindaco, per sorvegliare i 62 detenuti delle carceri di Villalba occorre un servizio effettuato da almeno 33 agenti di custodia. Quindi, per il ministero, sempre secondo il sindaco, ciò non rispetta il principio di "costo beneficio". Intanto, Zoda ci comunica che a Piazza Armerina, provincia di Enna, c'è una struttura penitenziaria funzionante della capienza di 28 posti letto.

"Qui - si chiede Zoda - con, quali criteri viene. rispettato il principio costo beneficio?",'. Il sindaco di Villalba annuncia anche di avere chiesto un incontro urgente al ministro della Giustizia, Piero Fassino. "La prossima settimana andrò a Roma - dice ancora Zoda - e se non riceverò idonee risposte sarò pronto ad affrontare eclatanti iniziative di sensibilizzazione verso questa grave e complessa problematica". Il primo cittadino aggiunge anche che a Roma "avrò personale cognizione delle reali motivazioni per cui la struttura non sia stata inserita fra quelle da riaprire".

Non resta altro che attendere il ritorno del sindaco da Roma per saperne di più su questa vicenda. Intanto Zoda, rimane sempre il custode della struttura, avendo in affidamento le chiavi. Ma di questa struttura, alla luce dei fatti, ancora non sà cosa farne.

(g.min.)

Centonove 14 luglio 2000

Una vacanza al… fresco

La struttura "modello" completata nel '93 è costata oltre sette miliardi. Zoda: "La mia è una battaglia contro gli sprechi"

di Alida Amico

CALTANISSETTA

La miccia è stata ormai innescata. Anche in Sicilia, nonostante la situazione dietro le sbarre sia per il m mento sotto controllo, non c'è da stare tranquilli. "Le nostre carceri scoppiano", conferma Rosario Di Prima, per dieci anni agente di custodia al Malaspina di Caltanissetta, responsabile regionale dei coordinamento Cgil della polizia penitenziaria. "Se da noi finora la protesta è stata più "civile" e contenuta - avverte - dopo tutte le promesse dei politici sull'amnistia e l'indulto e l'appello del Papa alla clemenza, le aspettative sono ormai elevatissime".

Quel che teme il responsabile degli agenti penitenziari siciliani, è che se non si fa nulla per allentare al più presto la tensione, col prossimo caldo agostano, il clima anche nei 25 istituti di pena e detenzione dell'isola potrebbe arroventarsi e la situazione sfuggire di mano. Le notizie che arrivano da Roma, non sono certo rassicuranti: il lungo tira e molla dei governo Amato col Polo, il rischio che il Parlamento non raggiunga la fatidica soglia dei due terzi per il varo di un provvedimento di clemenza tampone-amnistia o indulto - che svuoti. le celle e allenti la tensione nelle patrie galere, è sempre più incombente. Esplodono intanto le carceri in tutta l'isola: alla Bicocca ed a Piazza Lanza a Catania, come all'Ucciardone ed al Pagliarelli a Palermo. Al Malaspina di Caltanissetta, come all'istituto penitenziario di Messina o di Siracusa, dove in un anno i reclusi sono raddoppiati: da trecento a seicento. "Ovunque, siamo aldilà della soglia limite: che vuol dire dal 30 al 50% in più di detenuti", stima Rosario Di Prima. Carceri super affollate ed organici di agenti di custodia all'osso. "Ce ne vogliono altri cinquemila, solo per coprire l'emergenza, calcolano alla Cgil. Ed invece, il recente provvedimento dei governo, punta ad assumere appena 2400, più altro ottocento ausiliari (militari di leva). Pochi e malamente utilizzati, gli agenti di custodia anche in Sicilia: sono tantissimi quelli distaccati - o "imboscati" nei vari uffici dell'amministrazione penitenziaria - a svolgere mansioni di ragioniere e segretario nei singoli istituti. O impiegati nei due Provveditorati di Palermo e Messina, che gestiscono, per conto della direzione nazionale, circa seimila detenuti: dal personale, agli stipendi e la contabilità.

Carceri al collasso e celle che languono scandalosamente vuote da anni, in attesa di reclusi. A denunciarlo, in questi giorni, è il primo cittadino di Villalba, Eugenio Zoda, medico cardiologo all'ospedale S.Elia dei capoluogo. Eletto lo scorso 15 aprile con novecento voti nella lista di centrosinistra "Amare Villalba", l'intraprendente sindaco dell'entroterra nisseno, non sa più cosa inventarsi ed escogitare per attirare l'attenzione nazionale su quel mini "scandalo" alle porte del paese: da cinque anni, quei padiglioni nuovi di zecca, cinquemila metri quadrati realizzati con circa sette miliardi dei ministero di Grazia e Giustizia, rimangono inutilizzati ed abbandonati, in balia di vandali e sterpaglie. Con trentadue celle a due posti, servizi igienici e docce annessi, la cucina per 250 pasti, la lavanderia, la mensa e spazi verdi per i detenuti, nonché padiglioni per gli uffici, la matricola e gli alloggi del personale, il carcere circondariale di Villalba, sezione distaccata dei Malaspina di Caltanissetta, inaugurato nel '93, dopo soli due anni di attività, veniva smantellato: i 64 detenuti insieme ai 36 agenti penitenziari trasferiti altrove. Mentre i quattro custodi, transitati dall'ex vecchio carcere mandamentale, ritornavano alle dipendenze dei Comune.

"Il motivo di quella chiusura non l'abbiamo mai saputo", denuncia il sindaco Zoda. "Francamente, una Volta eletto, non me la sentivo di assistere impotente alla distruzione di un patrimonio pubblico costato alla collettività oltre sette miliardi", aggiunge. "A maggior ragione adesso che sentiamo parlare di carceri sovraffollate. Noi, abbiamo qui una struttura "modello - rileva Zoda - completamente inutilizzata: non può ospitare nessun detenuto. Sta lì, completamente vuota".

Tanto vale in quelle 32 celle che guardano gli altipiani dei Vallone metterci dentro un bel po' di turisti magari sensibili alle vacanze "alternative". Dopo aver tentato per l'ennesima volta di mettersi in contatto col Guardasigilli Fassino ed il sottosegretario Marianna li Calzi, nonché aver tempestato di telefonate il suo compagno di partito Enzo Bianco, indaffarato come non mai con gli immigrati albanesi, Eugenio Zoda, ha ritenuto pertanto che era arrivato il momento di lanciare la sua . "provocazione" di mezza estate: invitare il popolo dei vacanzieri, non solo nostrani, a trascorrere qualche settimana di relax ... al fresco. Dentro quelle "celle" biposto, con letto a castello, bagno e docce autonome, acqua permettendo, qualche giorno di ferie gratis è assicurato. Anche se il comune non naviga nell'oro - da alcuni anni è "dissestato" per i debiti contratti dalle precedenti amministrazioni fuori dal bilancio - un piatto di spaghetti conditi con l'ambito pomodoro "siccagnu" a pranzo, ed una nutriente zuppa a cena a base delle rinomate lenticchie villalbesi, sono assicurati, garantisce il sindaco Zoda. Che non si aspettava dopo quel suo annuncio - ripreso anche dal mass media d'oltralpe e da una Tv tedesca - una valanga di lettere da ogni parte d'Italia: Firenze, Milano, Zafferana Etnea, Trapanì. Nonché telefonate da svariate radio e tv di tutta Italia. Insomma, anzicché i soliti detenuti, dal prossimo mese di agosto, il carcere di Villalba diventerà' "albergo" a sbarre, per quanti risponderanno all'invito: con vitto e alloggio offerti dall'amministrazione comunale.

Un sindaco controcorrente Eugenio Zoda. Già la scorsa primavera, in piena campagna elettorale, ai 900 villalbesi, aveva promesso: nessuna cattedrale nel deserto resterà inutilizzata. Macello comunale, casa albergo per anziani ed il carcere devono funzionare. "E'una battaglia - spiega Eugenio Zoda - che porto avanti dall'89. Quando tutti malignavano che il sindaco Zoda voleva fare il Primario, nel carcere di Villalba". Già, dieci anni fa, quando in attuazione della legge nazionale n. 162 dei '90, che destinava la ex Casa Mandamentale di Villalba - poi trasformata in sezione distaccata del Malaspína - al recupero dei tossicodipendenti, in paese scoppiò il putiferio. Ai limiti della rivolta popolare. Zoda - allora sindaco, anche se per soli dieci mesi in quota Dc, insieme al direttore dei carcere di Caltanissetta Filippo Villanova, sosteneva la soluzione ministeriale e si trovò un intero paese contro: dirigenti pidiessini, una frangia socialista, il parroco Achille Lo Manto, tutti insieme a sventolare lo spauracchio dell'Aids, il terrore degli spacciatori ed il panico per la droga in paese. Una battaglia di retrovia, quella condotta dalla sinistra e dal clero locale che, inutilmente, il segretario regionale della Quercia Pietro Folena ed il vescovo Alfredo Garsia tentarono di smontare invocando la solidarietà e valori 'forti".

Poi, nel'95, arriva il decreto di chiusura ministeriale. Una mazzata per l'intero paese. "Quando il carcere funzionava - ricorda Michele Valenza, ex custode ed oggi dipendente comunale - c'era un ritorno economico per il paese. Un giro di circa cento persone la settimana che rappresentava una boccata d'ossigeno per il commercio. I familiari che arrivavano due volte la settimana per i colloqui - spiega Valenza - consumavano. I 64 detenuti, compravano sigarette, tanti libri e giornali, i gelati, le bibite, le torte. I 36 agenti penitenziari affittavano le case per i loro familiari. Adesso Villalba è completamente morta". In quella che fu la patria di don Calò Vizzini, il patriarca mafioso per antonomasia, la capitale delle lotte contadine degli anni'40 contro i gabellotti dei feudo Micciché, culminate con la sparatoria in piazza al dirigente comunista Girolamo Li Causi, il paese dello scrittore Michele Pantaleone, immortalato da Carlo Levi nelle pagine de 'L'Orologio", oggi una realtà di 1900 anime completamente emarginata e dimenticata. "Avevamo la Pretura, la ferrovia, la direzione didattica. Oggi non c'è più niente, dice il sindaco. I giovani scappano al nord, in Liguria, a fare lavoretti precari e stagionali. Il 70% della popolazione sono pensionati. Il resto vive di agricoltura. Gli emigrati, tantissimi, più del doppio della popolazione, ritornano sempre meno volentieri nel paese più disoccupato d'Italia, coi tasso del 72% di senza lavoro. L'attivazione del carcere, quell'unico sopravvissuto emblema dello Stato a Villalba, diventa oggi il simbolo dei riscatto di una comunità.

Ma è solo l'inizio - promette il sindaco Zoda - che snocciola i suoi progetti per il futuro, rilanciare innanzitutto con il marchio di qualità il rinomato pomodoro "siccagnu" della zona e la ricercatissima lenticchia Villalbese. E poi puntare sul parco sub-urbano delle Serre, ricco di vegetazione mediterranea e reperti archeologici. Il mio predecessore - lamenta - non ha previsto neanche la zona mista artigianale per questo comune. Gli imprenditori, se vogliono impiantare i capannoni devono andare altrove, fino a Mussomeli".

La Sicilia martedì 18 luglio 2000

La produzione di pomodoro negli ultimi anni è calata sensibilmente, ma c'è chi sta cercando strade alternative

L’"oro rosso" sI traforma.

Villalba: alcune aziende agricole sperano di creare altri posti di lavoro

VILLALBA - Diventata di botto popolare negli anni settanta come la capitale del pomodoro "siccagnu", Villalba ha perso la sua battaglia più importante, vale a dire diventare un importante centro agricolo nonché punto di riferimento per la coltivazione dell'oro rosso. Ed oggi, le sue speranze, oltre alle provocazioni del sindaco Eugenio Zoda per fare riaprire, il carcere, che per quanto limitato produrrebbe un indotto economico, sono affidate per lo più alle iniziative private.

Il boom dell'oro rosso portò moneta sonante e benessere nella cittadina. Furono in molti allora a credere in un futuro più roseo, l'agricoltura doveva coniugare il lavoro dei campi con un adeguato ritorno economico (a Villalba si producono ottime lenticchie e grano di qualità superiore). La stagione dell'oro rosso però non durò a lungo, il clima cambiò, piove sempre di meno e le estati sono diventate sempre più secche. Il pomodoro "siccagnu", cominciò a soffrire eccessivamente la siccità. I terreni molto asciutti non garantiscono più il necessario apporto d'acqua e la produzione è calata drasticamente. Niente più file dalle grandi città per l'acquisto dell'oro rosso. Una cooperativa che allora nacque per la trasformazione del pomodoro, "La primavera Villalbese", fallì.

L'economia cittadina continua comunque ad essere basata prevalentemente sulla produzione agricola. Una cassetta di pomodoro dal peso di circa venti chili, si vende dieci-dodicimila lire al dettaglio. Negli ultimi anni si sta comunque tentando nella cittadina anche la strada della trasformazione dei prelibati ortaggi, capaci di produrre dalla loro polpa densa, una salsa corposa e assai gustosa, oltre che ricchissima di vitamine e sali minerali.

A Villalba esistono oggi alcune aziende condotte a gestione familiare che giorno dopo giorno conquistano piccole fette di mercato. Una di queste è l'azienda di Salvatore Mendola che nella sua fungaia sita in contrada Nasca, ha realizzato un essiccatoio dove lavora i pomodori che poi vengono confezionati sottovuoto così da garantire, anche a distanza di tempo, la genuinità del prodotto.

Nella piccola azienda lavorano più persone. Un'altra minuscola azienda si trova in contrada Aranci, dove marito e moglie trasformano con antichi metodi artigianali, i pomodori di loro produzione, da cui ricavano oltre alla salsa, il rinomato estratto e i pomodori sott'olio, che in precedenza vengono essiccati con metodo naturale, ovvero al sole. Negli ultimi anni si stanno sviluppando altre forme di coltura, ovvero utilizzare piantine di pomodoro prelevate dalle serre, piuttosto che i semi, e trapiantarle nei campi. I serricoltori Angelo Mendola e Angelo Alessi inizialmente avevano messo su un'azienda sperimentale in contrada Bonazza dove producevano piantine di pomodoro, melanzane, basilico. Oggi le loro serre sono tre e sempre più agricoltori preferiscono ricorrere alle loro piantine piuttosto che utilizzare i semi. Un'altra serra di proprietà di Giovanni Trabona sorge in contrada Fiumarelli, ed anche qui vengono prodotti piantine di pomodoro "siccagnu" e fiori. Minute realtà che tendono d'invertire la tendenza che pochi anni addietro aveva fatto guadagnare a Villalba il triste primato di capitale italiana della disoccupazione.

I problemi degli agricoltori e degli imprenditori cereagricoli, però, sono tanti e non pochi invocano la realizzazione di laghetti colIinari per l'irrigazione dei campi. Nell'attesa di tempi migliori .ed investimenti mirati ed oculati, in città si attendono tra poche settimane, torme dì turisti che dovrebbero alloggiate ... in carcere. Forse il riscatto di VilIalba potrebbe cominciare anche da qui.

Róberto Mistretta

La Sicilia 25.07.2000

Villalba vuole la discarica intercomunale

VILlalBA - Anche a Villalba. così come in molti altri comuni dei nisseno. costretti a scaricare in siti più o meno lontani con grave dispendio economico. il problema smaltimento rifiuti rappresenta una delle priorità da risolvere.

Il sindaco Eugenio Zoda sotto tale aspetto non ha dubbi e conti alla mano dice: "smaltire come avviene adesso a Bompensiere, ci costa circa 150 milioni l'anno. Negli ultimi quattro anni lo smaltimento dei rifiuti ha inciso per circa 600 milioni sul già magro bilancio comunale. ecco perché, nell'attesa che la situazione si sblocchi da un punto di vista burocratico, intendo proporre ai miei colleghi sindaci dei comuni limitrofi, vale a dire Vallelunga Pratameno e Marianopoli, di sederci attorno ad un tavolo di concertazione alla presenza di un funzionario provinciale. La mia proposta è questa: individuare nella vicinanza un'area da trasformare in discarica oppure una discarica che corrisponda ai requisiti Cee, impegnare insieme delle somme per il suo ampliamento ed utilizzarla per almeno i prossimi due anni, una sorta di consorzio, quindi, che ci permetterebbe di risparmiare parecchi quattrini".

Problemi comuni di difficile soluzione per via della ingarbugliata normativa in materia di smaltimento dei rifiuti che aggrava i costi della pubbliche amministrazioni a dismisura, basti pensare che per diversi mesi i rifiuti di VilIalba (così come quelli di Vallelunga), venivano smaltiti due ed anche tre volte la settimana ad Enna. Viaggi lunghi ed estenuanti a bordo di mezzi lenti e pieni di immondizia. Il problema ritorna ciclicamente.

Le discariche del Vallone, da tempo oramai soggette a sequestro da parte dell'autorità giudiziaria, per la risaputa mancanza di requisiti che trasformano una normale discarica pubblica in una bomba ecologica, sono diventate un gravissimo problema. Sullo sfondo una legge rimasta lettera morta che prevedeva la realizzazione di discariche consortili, la popolazione del Vallone che si trova a vivere in ambienti malsani mentre la raccolta differenziata è ancora una conquista assai lontana dal trasformarsi in realtà.

R. M.

giornale di sicilia 03.08.2000

Dall'arancia di Ribera ai fichi dell'Etna:

Un elenco tutela i prodotti tipici dell'isola

PALERMO. Si va dal caciocavallo palermitano alla "vastedda" della Valle del Belice, dalla ricotta di pecora all'arancia di Rìbera, dallo " sparacello" palermitano al pomodorino di Pachino e cosi via.

E questo è solo un primo "assaggio" dei 64 prodotti tipici della Regione Siciliana riconosciuti come tali dal ministero delle Politiche Agricole.Nell'elenco dei prodotti censiti compaiono i principali formaggi dell'isola. Una grande varietà, sia per quantità sia per qualità, che include "canestrato", pecorino, primosale e secondo sale, tuma, la provola (da quella dei Nebrodi alla ragusana), il "tumazzo" di vacca e la ricotta: di vacca, iblea, infornata e mista. E' ricco l'elenco dei formaggi siciliani. Comprende anche i caci figurati, la caciotta degli Elimi, l'ericino, il "cascavaddu" ragusano, il "padduni", il maiorchino e il pecorino rosso. Per i 24 formaggi isolani però si attende ancora la richiesta di deroga sanitaria. A questi sì affiancano ì cosidetti prodotti vegetali naturali o trasformati. Nella categoria rientrano capperi e cucunci, carciofi, carote, il cavolfiore "natalino", il cavolo rapa di Acireale detto anche "trunzu di Aci", il Cece, la cipolla di Gìarratana, la fava di Leonforte, per arrivare ai fichi d'India dell'Etna e della Valle del Belice fino alle fragole e fragoline di Naletto, Ribera e Sciacca.

Una carrelata di delizie, rigorosamente col marchio siciliano, fra cui anche, il limone verdello, la lenticchia di Villalba, la mandorla di Avola, il mandarino di Ciaculli, il melone giallo "cartucciaru" e quello verde "purceddu".

E non è finita. Fra le primizie siciliane meritano un posto nell'elenco anche la nespola di Trabia, le nocciole dei Nebrodi, le patate novelle di Messina e Siracusa, la pesca di Leonforte per finire con il pesce "azzurro" sott'olio di Lampedusa. E ancora, il pistacchio di Bronte, il pomodoro di Vittoria e Licata, detto "buttichieddu" e la "friscaredda", ovvero la zucchina di Misilmerí. Fra i prodotti di origine animale: il "miele", prodotto nella provincia di Agrigento, nelle Madonie, a Trapani e quello ibleo. L'elenco nazionale, firmato dal ministro Alfonso Pecorario Scanio comprende in tutto 2.171 prodotti regionali che potranno essere ancora realizzati in maniera tradizionale. Entro il gennaio del 2001 è prevista una revisione dell'elenco.

CARMEN VELLA

Giornale di Sicilia 19.08.2000

NOVITà POSITIVE PER LA STRUTTURA

Da Roma il ministro di Grazia e Giustizia ha assicurato al sindaco Eugenio Zoda che la casa circondariale potrebbe riaprire seppur secondo il progetto di riconversione. A giorni si attende il nulla osta di Fassino

Villalba, il carcere diventa centro per minori a rischio

VILLALBA. (sg) Per il carcere mandamentale di Villalba "buone nuove" in arrivo da Roma. La struttura potrebbe riaprire, magari con una destinazione diversa, entro l'anno. La schiarita, in una vicenda che si trascina dall'inizio dell'anno, è arrivata nei giorni scorsi dopo una serie di colloqui telefonici fra il sindaco Eugenio Zoda e il ministero di Grazia e Giustizia e sono stati segnali estremamente incoraggianti tali da indurre il sindaco a sospendere la provocatoria proposta di dirottare al carcere la tradizionale sagra del pomodoro. L'ufficialità della riapertura dovrebbe arrivare nella seconda decade di settembre. Il carcere, però, non sarà più un carcere ma, secondo indiscrezioni, dovrebbe trasformarsi in casa di accoglienza per minori in difficoltà. A sollecitare la riapertura della piccola casa circondariale era stato, oltre al sindaco del comune villalbese, il ministro delle Telecomunicazioni Salvatore Cardinale che si era fatto promotore a metà di luglio di un vertice a tre cori il ministro Fassino il quale, in quella circostanza, aveva fatto intravedere spiragli concreti per la riapertura. I contatti fra Zoda e il ministero si sono intensificati in questi ultimi giorni e si aspetta, adesso, il fax che sancirà la definitiva riapertura dei carcere di Villalba. "E sarà - ha detto ieri il sindaco - una grande vittoria per il paese che potrà trarre indubbi benefici dalla riattivazione della struttura. Dopo quattro anni di chiusura la casa circondariale ha bisogno soltanto di piccoli interventi, in tutto una decina di milioni; per il resto è perfettamente agibile e funzionale in ogni piccolo dettaglio". il carcere di Villalba è stato costruito nei primi anni Novanta ed ha una capienza di una settantina di posti ed è arrivato a ad ospitare fino a sessanta detenuti. E' rimasto in funzione fino al 1996, quando il ministero ha decretato la sua chiusura con il trasferimento dei detenuti in altre carceri dell'isola. Per il paese è stata una autentica "mazzata" economica sul carcere gravitava un indotto notevole che riusciva, quantomeno, a tamponare i "guasti" di una economia estremamente povera. Da quel momento è iniziata una lunghissima battaglia e diversi sono stati i tentativi, a livello romano, per ottenere la riapertura. Tutto inutile. Il sindaco Eugenio Zoda, eletto nella scorsa primavera, della riapertura della casa mandamentale ha fatto il suo cavallo di battaglia ponendola in testa alle priorità dei suo programma. E quando, ad inizio di giugno, da Roma sono arrivate risposte "sconfortanti" sulle richieste avanzate dagli amministratori villalbesi il sindaco, provocatoriamente, ha detto che avrebbe destinato la struttura carceraria a luogo per la sagra del pomodoro (che è in corso) anzi aveva lanciato l'idea di volere trasformare la struttura in un sorta di residence per turisti in cerca dì emozioni, offrendo vitto e alloggio a chi avrebbe trascorso almeno una settimana di vacanza in quel paese.

Giornale di Sicilia 23.08.2000

VILLALBA - Il sindaco contesta la scelta d'affidare i nuovi mezzi di soccorso a Mussomeli

"Strategie assurde al 118"

Zoda: "Ambulanze da inviare dove mancano"

VILLALBA ( r. m.) Il sindaco Eugenio Zoda, medico cardiologo in servizio presso il Sant'Elia di Caltanissetta, non ci sta a subire passivamente quella che lui ritiene sia un'ulteriore penalizzazione per la sua gente e così, il giorno seguente l'annuncio della prossima attivazione del servizio di Pronto intervento sanitario (il famoso 118), presso il Pronto Soccorso del "Maria Immacolata-Longo" di Mussomeli, interviene con una dura. esternazione.

"Contesto vivamente la strategia del 118. E' davvero assurdo - dice il primo cittadino di Villalba - garantire ulteriori servizi a chi giá ne ha, mentre si penalizzano le popolazioni che non hanno alcun servizio sanitario. Faccio un esempio concreto: se una persona di Villalba viene colpita da infarto, prima che l'ambulanza del 118 arrivi a Vil1alba da Mussomeli, passerà non meno di mezz'ora ed altrettanto tempo occorrerà per il trasporto in ospedale.

Allora mi chiedo che senso ha tenere un'ambulanza del 118 a Mussomeli dove esiste un attrezzato ospedale mentre gli altri centri del ValIone ne sono sforniti?

Se invece che a Mussomelí, dove appunto operano già sanitari capaci ed esistono le ambulanze dell'ospedale, il 118 fornisse un'ambulanza a Villalba, noi potremmo coprire anche i comuni di ValIelunga e Valledolmo, nonché lo scorrimento veloce che è molto vicino. Alla luce di queste mie considerazioni - conclude Il sindaco Zoda - chiedo cori fermezza che venga rivista totalmente la strategia del 118, altrimenti di questo passo nelle prossime settimane vedremo potenziati altri centri dove esistono già gli ospedali mentre i piccoli centri come i nostri rischiano di essere penalizzati doppiamente".

Il sindaco si sofferma anche sulle difficoltà dei trasbordi in notturna con l'elisoccorso a causa di problemi correlati all'illuminazione della pista.